PFAS ed ECHA: ASTRI deposita la posizione ufficiale a difesa del riciclo meccanico

ASTRI ha depositato la propria posizione ufficiale all’ECHA (Agenzia Europea Sostanze Chimiche) all’interno della consultazione del comitato socio-economico (SEAC) sulla futura restrizione dei PFAS.

Abbiamo ribadito un concetto chiaro: una burocrazia cieca rischia di bloccare chi la sostenibilità la fa per davvero.

Ecco i 5 punti fermi che abbiamo presentato a tutela  del riciclo meccanico e delle nostre aziende:

  • Sostanze “Legacy” (Eredità del passato): I riciclatori non acquistano né usano PFAS. Le eventuali tracce sono solo un’eredità passiva. Questo principio sacrosanto deve valere per i PFAS e per qualsiasi altra sostanza ereditata dal passato.
  • Scudo legale contro il collasso del settore: Chiediamo una deroga specifica per i materiali recuperati che sani anche i PFAS già vietati dalle vecchie norme. Senza questo “scudo”, l’Europa affronterebbe un disastro: chiusura delle aziende, licenziamenti e il paradosso di dover incenerire milioni di tonnellate di tessili virtuosi. Inoltre, distruggendo il riciclo, l’UE diventerebbe totalmente dipendente dall’importazione di materie prime vergini extra-UE, con costi economici e ambientali altissimi.
  • No a test estremi: Sosteniamo l’inutilità oggettiva di test di laboratorio estremi che forzano il rilascio di molecole.
  • No al dogmatismo sulle sostanze: Viviamo in mezzo a miscele complesse. L’accanimento sulle singole sostanze legacy — senza considerare i benefici del riciclo rispetto al devastante impatto ambientale della distruzione e dell’incenerimento dei materiali — significherebbe sacrificare un’eccellenza per un dogma teorico.
  • Monitorare sì, paralizzare no: Proponiamo controlli basati su lotti di materiale in uscita che permetterebbero di vigilare sotto la tutela delle deroghe, senza bloccare i flussi operativi quotidiani.

ASTRI continua a battersi con pragmatismo per difendere il riciclo meccanico e a proporre regole applicabili e di buon senso che tutelino il nostro lavoro e la filiera del rigenerato.