Il MASE promette di inviare a breve alla Commissione europea lo schema nazionale di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile, con adozione prevista entro fine 2025.
La decisione arriva dopo le sollecitazioni della commissione UE, che ha invitato i Paesi membri ad anticipare l’introduzione dell’EPR per sostenere le filiere del riciclo, oggi sotto pressione economica e competitiva.
La bozza del decreto, pubblicata il 2 aprile 2025, è in attesa delle osservazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
L’EPR tessile prevede che i produttori coprano i costi di raccolta, selezione, riciclo e informazione al pubblico, con l’obiettivo di incentivare ecodesign, riuso e riduzione dei rifiuti.
Per l’Italia, l’introduzione dell’EPR implica anche un potenziamento delle infrastrutture per il trattamento dei rifiuti tessili, già soggetti a raccolta differenziata obbligatoria dal 2022.
Le associazioni di settore (ASTRI capofila, avendo presentato poco tempo fa le proprie osservazioni) sperano che nel testo finale vengano recepite le relazioni inviate nella fase di consultazione pubblica.
L’impegno dichiarato dal MASE rappresenta un passaggio importante per la definizione di un quadro normativo stabile sull’EPR tessile. Sarà cruciale osservare come il decreto finale integrerà le richieste del settore e come verranno affrontati gli aspetti operativi, in particolare infrastrutture e sostenibilità economica del sistema.
